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Sono Tornato

Giu 1996

Sono tornato… anche questa volta con due stecche di sigarette prese all’aeroporto. Anche questa volta con un po’ di mal di pancia e più spettinato che mai. Ho vinto ancora. Neppure in questo viaggio mi sono abituato ai bambini magri e ammalati, alle donne stravolte da ore di ricerca dell’acqua, alla temperatura e alla terra secca. Se non mi fossi stupito di tutto ciò mi sarei preoccupato. Sono andato a vedere i “miei” pozzi, o almeno per un attimo li ho sentiti un po’ miei. Una scolaresca mi ha accolto con una canzone ed una poesia di ringraziamento…
e devo dire che, nonostante le emozioni ben più forti da me provate nel passato per eventi senz’altro più importanti (Milan vincitore Coppa dei Campioni io terzo classificato al torneo di tennis degli artisti e il ritrovamento dei miei occhiali da sole nello spogliatoio della palestra)… insomma, quegli smorfiosi erano riusciti ad emozionarmi. Naturalmente sono riuscito a far loro credere che i miei occhi lucidi erano causati da un orzaiolo per il troppo cioccolato mangiato e non per l’emozione provata. In quel momento mi sarebbe piaciuto avere avuto vicino gli amici che mi hanno dato una mano e soprattutto quelli che mi hanno rifiutato un aiuto.
Nancy (responsabile del progetto idrico di Kibwezi) è incinta… Giobbe no! Ma nonostante tutto ciò, è proprio Giobbe nello stato più interessante, è lui infatti ad avere la pancia più grossa. La mia ironia e la mia stupidità vengono tradotte in Swahili da Nancy agli abitanti del posto. Ridono, sono contenti che non mi facciano pena, sono contenti che le stesse cose che dico scherzando ai miei compagni di viaggio le dico anche a loro…. che le capiscano o no, non voglio cambiarmi. D’altra parte non gli ho regalato niente, i pozzi d’acqua se li sono costruiti loro, io non ho fatto altro che…
non lo so, mi sento più un beneficiato che un benefattore. Finalmente ho visto le donne insieme ai bambini… ora che non devono più perdere 8 ore al giorno per cercare l’acqua, possono accudire a loro. Ho visto tanti bambini a scuola… ora hanno il tempo di andarci e di imparare a prevenire la malaria, l’AIDS, l’ameba e altre malattie che da noi esistono solo sulle parole incrociate della settimana enigmistica, studiano la storia del loro popolo, del loro paese, la matematica, la loro e la nostra religione, la geografia. Una lacuna, forse non trascurabile: non sanno la quotazione dello Yen o del Pesos Peruviano. Non ho fatto niente per gli altri, ho solo fatto qualcosa per noi.
E’ come se avessi visitato un castello. Ho visto i suoi mobili antichi. Gli alberi in ebano, i soffitti in cielo e stelle, pavimenti di terra del Pianeta terra e le porte di aria tiepida sempre aperte. La Signora Pioggia viene poche volte all’anno, ma tutto è in ordine.

Diario di viaggio: io e Giobbe abbiamo battuto il record delle presenze nei gabinetti dell’est Africa,
il Signor regista Paolo è dovuto rientrare una settimana prima per una febbre che avrebbe fatto risparmiare il riscaldamento per un anno a un condominio, il Signor Fotografo Federico è partito con lui per l’Italia, non per amore, per malaria, Franco, operatore e nuovo regista ha perso la cordicella per gli occhiali (era dal 1962 che non commetteva errori), Tommy ha imparato 26 parole in più in Swahili e io mi sono anche perso nella savana.
Dopo quello che abbiamo fatto per quelle persone simpatiche… Più vado giù, più mi tiro su. La prossima volta voglio brindare con loro stappando altri pozzi d’acqua.