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La mia bussola segnava Nord dovunque

Feb 1997

Questa volta mi sono vestito bene! Sono partito come se avessi dovuto andare al matrimonio di mia moglie. Sull’aereo per Nairobi i tre simbolini sul soffitto del mio posto 23L, rappresentanti la cintura di sicurezza, il vietato fumare e il camerierino che arriva, si erano illuminati… e ancora una volta avevo perso! Mai una volta che siano arrivati 3 simbolini uguali che, credo, mi avrebbero dato la possibilità di vincere un phone a micro-onde… Con questo spirito sono arrivato in Africa per andare a vedere quanti erano morti e quanti erano ancora vivi! Avrei dovuto viaggiare piangendo ?
Pensate ancora che le lacrime dissetino chi ha bisogno ? Per dissetare qualcuno non servono le lacrime, servono dei pozzi d’acqua! Arrivato alla sede di AMREF mi sono seduto con i responsabili del progetto idrico di Kibwezi e di Kajado e ho iniziato a parlare in italiano… Tommy, il direttore di AMREF Italia, traduceva imbarazzato le mie parole molto decise. Ecco cosa dicevo: “Io vi ho mandato dei soldi per la costruzione di pozzi d’acqua, latrine, grondaie e per la gestione del progetto.
Ora io voglio vedere i pozzi d’acqua, le grondaie, il comitato che gestisce il progetto e voglio fare la pipì in una delle mie latrine!!!… Ora, non domani.”
Porca miseria, e lì è proprio il caso di dirlo, mi hanno portato dove volevo io… ma la pipì non mi scappava. Ho preso un bambino e l’ho lavato con l’acqua di uno di quei pozzi, ho bevuto quell’acqua e non ho dovuto neppure farmi bendare per scoprire che non era una famosa marca di whisky ma un’ottima acqua potabile (come fanno con Michele nella pubblicità). Insomma, ero soddisfatto.
Un paio di giorni prima, al confine con il Sudan, mi ero perso nella savana. Due giorni. Non avevamo molta acqua se non quella della mia bussola… ed era proprio per colpa della mia bussola che ci eravamo persi. L’altro modello di bussola, ossia quella che si muoveva secondo il magnetismo terrestre, costava 1400 lire in più… io avevo comprato quella fissa. Segnava nord dovunque ! In quei soli due giorni, ho sognato che in tutto il mondo, ogni 200 metri, ci fosse un rubinetto d’acqua potabile, ma io non ero in grado di costruire 456 mila miliardi di rubinetti d’acqua.
Io sono in grado di fare uno o forse 34 pozzi d’acqua… e li sto facendo. Non voglio essere una goccia in un oceano… voglio essere una tanica d’acqua in un lavandino. Non voglio dare a loro, voglio essere loro.
Ho fatto quei pozzi divertendomi con gli amici, giocando a chi riusciva a raccogliere più fondi, stampando delle
simpatiche magliette e vendendole, coinvolgendo gli amici in piccoli tornei di calcetto o di tennis, organizzando spettacoli musicali e teatrali.
Nessuno mi ha regalato soldi senza avere in cambio nulla, mi hanno regalato solo la loro attenzione e la loro fiducia. Gli stolti la chiamano utopia e così non fanno niente.
Senza neppure sapere che la parola “utopia” deriva dal nome di un romanzo nel quale Utopia è un’isola dove tutto è perfetto… e quindi quelli stolti hanno ragione, qui niente sarà perfetto finché ci saranno loro.
Per oggi basta… continuerò quando avrò un po’ più di spazio e voi avrete un po’ più di pazienza.