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Forse avete ragione voi scettici

Ott 1999

FORSE AVETE RAGIONE VOI SCIETTICI

Forse avete ragione Voi scettici.
…a chiedervi se i soldi che date alle varie organizzazioni umani-tarie vanno veramente a buon fine. ..
…a chiedervi se invece non sono soldi buttati in un enorme calderone e spesi male. …a sostenere sempre che ci sono problemi più gravi di quelli che vi vengono esposti. In effetti sono troppe le delusioni che alcune iniziative e alcune organizzazioni vi hanno dato.
Per un’organizzazione umanitaria non è comunque facile ottenere fiducia, stima o spiegare cosa si può fare
per aiutare qualcuno che ha bisogno di una mano. Dovrebbero prenderVi tutti e metterVi di fronte alle realtà del mondo, farVi sentire i profumi buoni e cattivi della gente bisognosa di tutto, farVi stringere le mani ruvide di quelli che scavano per cercare un po’ d’acqua, farVi accarezzare la nuca ricciola di bambini che non hanno neppure la forza di alzare la testa e di capire cosa vuol dire quel gesto d’amicizia. In quei posti non si ha tempo per studiare l’amore. Si impara solo la sopravvivenza.
AMREF non può farlo, non Vi può portare tutti laggiù, sarebbe un giro turistico, un safari nella savana della tristezza, non vuole farlo, il mondo triste non è e non deve diventare un mostra o una fiera.
Io mi ritengo un privilegiato, preso da AMREF e portato in una sorta di villaggio turistico non raccomandato. Forse avete ragione voi scettici a pensare che tutto sia un montaggio per spillarVi soldi, per commuoverVi e che si voglia toccare i Vostri sentimenti per convincerVi.
Già pagate il canone Tv che vi mostra dei bellissimi documentari di morte.
Ma se non aveste ragione Voi ? E se veramente senza il vostro aiuto, anche di poche decine di mille lire qualcuno morisse ? E se veramente i Vostri soldi venissero spesi bene ? Usati per comprare una medicina, un attrezzo per scavare, un po’ di benzina per raggiun-gere i villaggi colpiti da epidemie, se proprio con quei numeri di serie dei Vostri soldi venis-sero comprati dei ferri chirurgici che serviranno a operare gente che serve al mondo non solo perché respira ma perché mantiene integra una cultura, una storia e una parte di terra a volte usata solo per visite turistiche guidate ? Se così fosse avreste fatto un enorme sbaglio, una valutazione errata su persone che si attivano per altri.
Un errore che costerebbe caro a qualche signore che ha come colpa solo quella di non essere nato in una piantagione di vita. Piuttosto che l’apatia e il nascondersi nel silenzio, AMREF preferirebbe sentirsi dire : “Mi dispiace, non posso aiutarvi perché ho bisogno di quei soldi per pagare la mia vita ! ” Non importa che sia una vita più o meno agiata. I problemi esistono anche in una famiglia occidentale, problemi diversi da quelli che ho appena raccontato , ma problemi che nella nostra cultura ci preoccupano, giustamente, e che vanno rispettati.
Ho fatto un calcolo che senza 50.000 lire in un anno, una persona si farebbe mancare una
pizzetta, un arbre magique per l’auto , un cappellino comprato all’autogrill, un pacchetto di sigarette, 2 caffè e una briosche che poi scopriamo non piacerci perché contiene marmellata. Ho continuato a calcolare che se solo mille persone in Italia facessero a meno di tutto ciò per un anno, e se veramente questi soldi venissero usati da AMREF con criterio, si costruirebbero 10 pozzi d’acqua potabile per dare acqua a migliaia di persone, si potrebbero vaccinare migliaia di bambini, si salverebbero migliaia di importanti essere umani. Forse avete ragione ma Vi assicuro che avete torto !

Meglio per ora cambiare discorso e informarvi di qualcosa che tutti amano , il calcio e quindi eccovi una breve cronaca sportiva di una squadra di calcio che cerca in tutti i modi di perdere per raggiungere un nobile scopo.
Dopo circa 14 sconfitte la nostra squadra di calcio Nazionale Italiana Artisti TV è riuscita a pareggiare. Il risultato finale è stato di 3 a 1 per gli avversari, ma tenendo conto che al ventiquattresimo minuto eravamo sull’ 1 a 1 e che non avevamo ancora segnato un goal in 14 incontri, in quell’istante avevamo raggiunto un traguardo inaspettato.
Abbiamo chiesto all’arbitro di concludere la partita in quel momento ma non ha accettato.
Al termine del match ci hanno consegnato un piccolo assegno di 1.200.000 lire che, aggiunto ai piccoli assegni avuti per le altre partite, ha fatto salire il nostro conto a 50 milioni. A Dicembre spenderemo quei 50 milioni per l’inizio di un progetto idrico in alcuni campi profughi a Gulu in Uganda e così avremo incassato 50 e speso 50. Ecco un altro pareggio per la nostra squadra e questa volta non chiederemo all’arbitro di far terminare l’incontro poiché siamo sicuri di vincerlo !